sabato 23 febbraio 2008

Credito d'imposta sul riacquisto della prima casa

Per coloro che acquistano una abitazione "prima casa" entro un anno dalla vendita di un altro immobile acquistato con i benefici della prima casa è previsto, dall'art. 7 della legge n. 448 del 1998, un credito d'imposta.

Il credito d'imposta spetta fino a concorrenza dell'imposta di registro o dell'imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione al precedente acquisto agevolato.
L'ammontare del credito non può essere superiore, in ogni caso, all'imposta di registro o all'imposta sul valore aggiunto dovuta per l'acquisto agevolato della nuova casa di abitazione non di lusso acquistata come prima casa. Detto in parole povere se sul primo acquisto avete pagato ad esempio 10.000 euro di imposte e sul nuovo acquisto le imposte ammontano a 9.000 euro il credito che vi spetta è pari al minore dei due, quindi nel nostro esempio a 9.000 euro.

Il credito d’imposta spetta anche nel caso che la nuova casa sia acquisita tramite contratto di appalto, di permuta o tramite una donazione in quanto la norma prevede un riacquisto a qualsiasi titolo. Nel caso del contratto di appalto è necessario che questo sia redatto in forma scritta e registrato.

Il credito d’imposta non spetta quindi nelle seguenti ipotesi:
  • se il precedente immobile è stato acquistato senza i benefici "prima casa" (o anche acquistato prima che venissero introdotte le agevolazioni "prima casa" nel 1982);
  • se il nuovo immobile acquistato non ha i requisiti “prima casa”;
  • se l’immobile venduto è pervenuto per successione o donazione;
  • se il contribuente ha perso i benefici "prima casa" sul primo acquisto (e conseguentemente è stato effettuato il recupero delle maggiori imposte e delle sanzioni);
Vediamo come può essere "speso" questo credito. Diciamo subito che non può essere in nessun caso chiesto a rimborso. Ci sono quattro modalità per utilizzarlo:
  • portarlo in diminuzione dall'imposta di registro dovuta sul nuovo atto di acquisto. In questo caso sarà necessario dichiarare espressamente al notaio la volontà di scomputare il credito d'imposta da quanto dovuto;
  • portarlo in diminuzione dall'imposta di registro, ipotecaria, catastale dovute sugli atti e sulle denunce effettuati successivamente all'atto di riacquisto della prima casa;
  • portarlo in diminuzione, sul modello Unico o 730, delle imposte dovute;
  • utilizzarlo in compensazione con altre imposte dovute (ad esempio l'ICI);
Per altre informazioni suggerisco di dare un'occhiata alla circolare 19/E del 1° marzo 2001.

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