lunedì 18 febbraio 2008

Detrazione figli a carico: regole per Unico 2008

Vediamo cosa prescrive il modello Unico2008 e il modello 730 per familiari a carico e detrazioni per i figli.
Innanzitutto non è cambiato il limite per essere considerati fiscalmente a carico. Le istruzioni infatti recitano:
Sono considerati familiari fiscalmente a carico tutti i membri della vostra famiglia che nel 2007 non hanno posseduto un reddito complessivo superiore a euro 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili, per i quali potete fruire delle detrazioni.
E' stata poi prevista una nuova detrazione per le famiglie che hanno 4 o più figli a carico. La detrazione, pari complessivamente a 1.200 euro (anche se avete 11 figli non cambia), deve essere obbligatoriamente ripartita al 50% tra i coniugi. Se uno dei due è a carico dell'altro spetta interamente a quest'ultimo. Altra particolarità è quella che la detrazione non è rapportata ai mesi. Le istruzioni dicono:
Potete fruire di una ulteriore detrazione di 1.200,00 euro se vi spettano le detrazioni per figli a carico e avete almeno quattro figli. L’ulteriore detrazione per famiglie numerose vi spetta anche qualora l’esistenza di almeno quattro figli a carico sussiste solo per una parte dell’anno (nel prospetto dei familiari a carico per uno o più figli il numero dei mesi a carico è inferiori a 12). Tale detrazione non vi spetta per ciascun figlio ma è un importo complessivo e non varia se il numero dei figli è superiore a quattro. La detrazione deve essere ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati e non è possibile decidere di comune accordo una diversa ripartizione come previsto per le ordinarie detrazioni. Nel caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro la detrazione compete per intero.
Per quanto riguarda la detrazione ordinaria per i figli a carico troviamo invece le novità più interessanti. Non è più possibile suddividere arbitrariamente la detrazione tra i coniugi. La detrazione deve essere di norma ripartita al 50%. I genitori possono tuttavia decidere di attribuire al genitore con il reddito più alto l'intera detrazione nel caso l'altro sia incapiente (non abbia sufficiente imposta per sfruttare tutta la sua quota di detrazione). Anche qua nel caso in cui uno dei due sia a carico dell'altro la detrazione spetta interamente a quest'ultimo. Di seguito le istruzioni ufficiali:
la detrazione per figli a carico da quest’anno, non può essere ripartita liberamente tra entrambi i genitori. Se i genitori non sono legalmente ed effettivamente separati la detrazione per figli a carico deve essere ripartita nella misura del 50% ciascuno. Tuttavia i genitori possono decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato per evitare che la detrazione non possa essere fruita in tutto o in parte dal genitore con il reddito inferiore.
In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio la detrazione spetta, in mancanza di accordo tra le parti, nella misura del 100% al genitore affidatario ovvero in caso di affidamento congiunto nella misura del 50% ciascuno. Tuttavia, anche in questo caso, i genitori possono decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato per evitare che la detrazione non possa essere fruita in tutto o in parte dal genitore con il reddito inferiore. Se un genitore fruisce al 100% della detrazione per figlio a carico, l’altro genitore non può fruirne.
La detrazione spetta per intero ad uno solo dei genitori quando l’altro genitore è fiscalmente a carico del primo...
L'importo e il calcolo della detrazione è qualcosa che eviterei di spiegare in quanto necessita (quasi) di un diploma di liceo scientifico e (sicuramente) di una mente malata. Ve lo risparmio.

Più interessante il discorso degli altri oneri detraibili sostenuti per i familiari a carico (come i figli). Questi infatti possono essere suddivisi liberamente tra i coniugi. Si rende necessario una valutazione di convenienza rispetto a quella che è la ripartizione obbligata dei figli a carico per avere la massima convenienza.

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