martedì 19 febbraio 2008

Ravvedimento operoso

Il ravvedimento (introdotto dal D.Lgs. 18 dicembre 1997, n.472) da la possibilità ai contribuenti di sanare omessi versamenti e altre tipologie di errori con sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie.
E' possibile ricorrere a questo strumento entro il termine di presentazione della dichiarazione per i tributi interessati o entro 1 anno se i tributi non prevedono dichiarazione (come ad esempio l'imposta di registro sui contratti di locazione). Non è inoltre possibile ricorrere a questo strumento nel caso in cui ci sia già stata una contestazione o siano in corso verifiche, ispezioni o accessi.
Per quanto riguarda gli omessi o parziali versamenti sarà necessario calcolare la sanzione che sarà pari a 1/8 della sanzione minima se il versamento viene effettuato entro 30 giorni e ad 1/5 se oltre i 30 giorni. Nei casi più frequenti come l'Iva o le altre imposte dirette dove la sanzione è il 30% tali valori saranno rispettivamente pari al 3,75% entro i 30 gg e al 6% oltre i 30 gg.
Inotre dovranno essere calcolati gli interessi al tasso di interesse legale (attualmente al 3%). Le modalità di versamento ricalcheranno quelle del tributo originale quindi nel caso di tributi da versare con F24 anche il ravvedimento dovrà essere effettuato con F24. Per quanto appunto con F24 qualche mese fa sono stati istituiti appositi codici tributo per indicare gli interessi. Gli unici tributi che continuano a versare gli interessi unitamente al tributo principale sono le ritenute d'acconto (principalmente 1040 e 1038).

Il ravvedimento è utilizzabile anche con tributi locali (come ad esempio l'ICI) ma non per oneri contributivi o assicurativi come Inps e Inail.

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