sabato 8 marzo 2008

Aspetti fiscali della separazione

Piccola giuda per riassumere in maniera chiara e concisa le principali conseguenze fiscali della separazione tra coniugi. Quando si arriva alle separazione legale si hanno infatti ripercussioni su numerosi ambiti fiscali (ici, detrazioni, assegni di mantenimento, oneri detraibili).

ICI e Irpef sull'abitazione
Al momento della sentenza di separazione la casa viene spesso assegnata ad uno dei coniugi. La previgente normativa prevedeva che tutti gli oneri fiscali (ICI e Irpef) fossero a carico di chi abitava nella casa anche se non proprietario.
Già a partire dai redditi 2005, a seguito di sentenze della Corte di Cassazione (Cass., sez. trib., 16 marzo 2006, n. 6192; Cass., sez. I civ., 19 settembre 2005, n. 18476) si è affermato il principio che il diritto di abitare nella casa coniugale riconosciuto a uno dei coniugi in caso di separazione o divorzio costituisce un diritto personale di godimento, e non un diritto reale di abitazione. Anche l'Agenzia delle Entrate ed i comuni hanno recepito tale orientamento e di conseguenza le imposte e le deduzioni sull'abitazione principale sono di competenza dei proprietari in proporzione alla loro quota di proprietà. C'è da dire che anche in caso di separazione legale il coniuge è sempre considerato un familiare (vedi ad esempio la risoluzione 82/e del 7 marzo 2008 dove si afferma: "il marito, anche in regime di separazione, va considerato un familiare") e pertanto come tale deve essere considerato anche per la deduzioni sull'abitazione principale come riportano le istruzioni di Unico 2008:
La deduzione spetta anche quando l’unità immobiliare costituisce la dimora principale soltanto dei familiari del contribuente che vi risiedono.
Di conseguenza il proprietario potrà continuare ad usufruire della deduzione per abitazione principale (non pagando l'irpef sulla prima casa e pagando l'Ici in misura ridotta) se nella casa continuano a vivere i suoi familiari e quindi i figli o l'ex coniuge (per quest'ultimo solamente fino all'effettivo divorzio). La deduzione spetta però per un solo immobile, se il proprietario possiede un'altra abitazione in cui si vive sarà solo questa a beneficiare dello sconto.

Assegno di mantenimento per coniuge e figli
Gli assegni destinati al coniuge costituiscono reddito imponibile per chi li riceve che dovrà di conseguenza indicarli nella propria dichiarazione dei redditi (quadro RC sezione II). Specularmente chi corrisponde tali assegni potrà dedurli dal suo reddito (rigo RP24 di Unico 2008) indicando il codice fiscale del beneficiario. Gli assegni per il mantenimento dei figli non costituiscono reddito per questi ultimi e di conseguenza non sono deducibili. Le istruzioni di Unico 2008 riportano infatti:
(costituiscono reddito) gli assegni periodici percepiti dal coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale, divorzio o annullamento del matrimonio. È importante sapere che se il provvedimento dell’autorità giudiziaria non distingue la quota per l’assegno periodico destinata al coniuge da quella per il mantenimento dei figli, l’assegno si considera destinato al coniuge per metà del suo importo;
In mancanza di distinzione quindi si presume che l'assegno sia per metà destinato al coniuge.
Non sono deducibili le somme corrisposte a titolo spontaneo per il partner, nè quelle corrisposte in un unica soluzione (le istruzioni riportano chiaramente che: "Non sono deducibili le somme corrisposte in unica soluzione al coniuge separato").

Per quanto riguarda il reddito da assegni periodici corrisposti dal ex coniuge sono previste delle detrazioni apposite (introdotte dalla Finanziaria 2008 e valevoli a partire dal 2007).

Detrazioni familiari a carico
Le detrazioni per i figli spettano interamente al genitore affidatario o al 50% ciascuno in caso di affido condiviso. I genitori possono tuttavia di comune accordo (ed in ottemperanza con quanto previsto dalla norma generale) di attribuire l'intera detrazione al coniuge con il reddito complessivamente più alto.
Se il genitore affidatario, ovvero in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori non può usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero all’altro genitore. Quest’ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all’altro genitore affidatario un importo pari all’intera detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 % della detrazione.

Per quanto riguarda l'ulteriore detrazione per chi ha quattro o più figli (vedi questo post) deve essere attribuita in proporzione all'affidamento (le istruzioni riportano: "In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio la percentuale di detrazione è quella spettante in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice.")

Mutuo prima casa
Se la casa coniugale è gravata da mutuo su cui vengono detratti gli interessi, la detrazione si mantiene finché nell'appartamento vivono i familiari del contribuente (quindi, come detto sopra, i figli per sempre e la moglie fino al divorzio).

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