giovedì 20 marzo 2008

Canone Rai su PC e telefonini

L'Agenzia delle Entrate, interpellata da un'associazione di consumatori per individuare esattamente su quali prodotti andasse pagato il canone Rai, ha fatto come Ponzio Pilato e in sostanza se n'è lavata le mani.

Ma andiamo con ordine, nella risoluzione n.102 de 19 marzo 2008 l'Agenzia ricostruisce i vari orientamenti sul canone (istituito nientepopodimeno che dal Regio Decreto 246 del 1938). Innanzitutto viene ricordato come la Corte Costituzionale, con sentenza n. 284 del 2002, abbia dichiarato la natura di imposta e non di tassa. Questo comporta che basta il semplice possesso di un dispositivo atto a ricevere segnali televisivi per far scattare l'obbligo di versare l'obolo, indipendentemente dalla possibilità e dalla volontà di usufruire dei programmi della Rai. Tale impostazione è stata riconfermata anche dalla Corte di Cassazione con sentenza 24010 del 2007.

Dopo aver chiarito questo l'Agenzia, semplicemente, dice che individuare i dispositivi soggetti al canone non è di sua competenza, deve pensarci il Ministero delle Comunicazioni. A tal proposito ci informa che gli ha prontamente girato la domanda con nota 67800 del 2007.

Che dire se non chapeau all'Agenzia per il modo in cui ha girato la patata bollente al ministero.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao, dimmi se secondo te quanto sto per affermare può essere sensato…
Il decreto del 3 agosto 2007 (agevolazioni fiscali per chi acquista un apparecchio per il digitale terrestre) del ministero delle comunicazioni fissa i criteri perché un apparecchio televisivo digitale sia atto alla ricezione dei segnali televisivi digitali. Esiste un consistente elenco di apparecchi (redatto dallo stesso ministero delle comunicazioni) per i quali si può usufruire dei vantaggi fiscali dati dal suddetto decreto, e in questo elenco NON figurano computer di qualsiasi marca e modello (compresi palmari, pda e cellulari) o schede interne/esterne da applicare a detti apparecchi affinché possano essere in grado di ricevere il segnale televisivo digitale; ne consegue che questi apparecchi pur essendo in pratica ADATTABILI tramite appositi accessori alla ricezione del segnale televisivo digitale non risultano far parte degli apparecchi atti o adattabili alla ricezione del segnale televisivo digitale riconosciuti dal ministero. Applicando lo stesso ragionamento al segnale analogico si evince che un pc, pur essendo adattabile tramite schede aggiuntive alla ricezione del segnale televisivo non rientra in quella categoria di apparecchi riconosciuti dal ministero per i quali si debba versare il canone.
Sta in piedi il ragionamento?