mercoledì 2 aprile 2008

Studi di settore: nuove regole 2008 su multiattività e multipunto

Con l'emanazione della circolare n.31/E del 1.04.2008 l'Agenzia delle Entrate ha chiarito le nuove modalità di applicazione degli studi di settore nei confronti delle attività multipunto e multiattività di cui al decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dell'11 febbraio 2008 (pubblicato nella G.U. n. 56 del 6 marzo 2008).

Multiattività
-vecchia disciplina-
Per quanto riguarda le imprese multiattività (che svolgono quindi più attività diverse non rientranti nello stesso studio di settore) la normativa previgente prevedeva l'annotazione separata di tutti gli elementi utili (costi, ricavi e dati extracontabili) e l'utilizzo di un software specifico chiamato "Ge.Ri.Co. Annotazione separata". Tale modalità, oltre ad essere molto difficoltosa, ha sempre mantenuto un carattere "sperimentale", non consentendo il diretto utilizzo degli studi per l’azione di accertamento ai sensi dell'art.10 della legge n.146 del 1998. Molte imprese avevano addirittura aperto attività secondarie e parallele alla principale proprio per evitare accertamenti da studi.

-nuova disciplina-
Le nuove disposizioni consentono di annotare separatamente solo i ricavi relativi alle diverse attività esercitate.
Tale obbligo esiste solo per i contribuenti che esercitano due o più attività di impresa per almeno una delle quali si applicano gli studi di settore. In precedenza l'obbligo di annotazione separata scattava solo se gli studi di settore erano applicati per tutte le attività esercitate.

Con la nuova disciplica sarà applicabile e quindi bisognerà compilare solo lo studio di settore relativo all'attività prevalente e cioè quella da cui derivano la maggior parte di ricavi. Nel caso in cui due attività ricadano nello stesso studio si considerano nel calcolo come un'unica attività. Riportiamo un paio di esempi presi dalla circolare:
  • Ricavi derivanti dall’attività X (studio A)....... 300.000 (20%)
  • Ricavi derivanti dall’attività Y (studio B)....... 750.000 (50%)
  • Ricavi derivanti dall’attività Z (parametri)...... 450.000 (30%)
In questo caso si applica unicamente lo studio B.
  • Ricavi derivanti dall’attività X (studio A)....... 100.000 (20%)
  • Ricavi derivanti dall’attività Y (studio A)....... 200.000 (40%)
  • Ricavi derivanti dall’attività Z (studio B)...... 200.000 (40%)
In questo caso si applica lo studio A (le attività di A raggiungono infatti il 60%).

In questo nuovo regime i risultati dello studio di settore diventano applicabili a tutti gli effetti nelle attività di accertamento ma solo a condizione che le attività secondarie non incidano più del 30% (20% per il 2007). Se i ricavi delle attività non prevalenti superano il 30% dei ricavi complessivi (20% per il 2007), le risultanze dello studio di settore possono essere utilizzate esclusivamente ai fini della selezione delle posizioni da sottoporre a controllo con le ordinarie metodologie (art. 2, comma 1, del decreto in oggetto).

Multipunto
Per quanto riguarda le imprese multipunto (con più punti vendita o di produzione), a partire dalla dichiarazione relativa all'esercizio 2007, è stata abolita la causa di inapplicabilità connessa all’esercizio dell'attività in più punti di produzione o di vendita.
Tale abolizione ha però un effetto molto limitato in quanto la stragrande maggioranza degli studi di settore, nelle recenti evoluzioni, erano applicabili anche in presenza di più unità locali.
Nella circolare si cita infatti, come unico caso, lo studio SM47U (Commercio al dettaglio di natanti e accessori) che diventa immediatamente utilizzabile anche per i multipunto nonostante il decreto di approvazione prevedesse espressamente l'inapplicabilità.

Nessun commento: