giovedì 11 dicembre 2008

Detrazione parafarmati e prodotti fitoterapici

La notizia non è proprio aggiornatissima ma è bene evidenziarla perchè risolve una serie di dubbi interpretativi. L'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 396/E del 22 ottobre 2008 si è decisa a chiarire il trattamento fiscale dei parafarmaci in relazione alla detrazione del 19% in dichiarazione dei redditi.

I parafarmaci, eterogenea categoria di prodotti, comprendono integratori alimentari, alcuni prodotti fitoterapici, colliri e pomate.

Iniziamo subito con il dire che gli integratori alimentari sono prodotti che appartengono all'area alimentare e quindi, anche se somministrati per cure dirette ad ottimizzare gli apporti nutrizionali e a migliorare le condizioni fisiologiche, non si considerano medicinali. Non spetta quindi alcuna detrazione a prescindere dal fatto di avere o meno una ricetta del medico. Tale conclusione era stata per'altro già confermata nella risoluzione n.256/E del 20 giugno 2008

I prodotti fitoterapici (o di origine vegetale), come previsto dal d. lgs. n. 219 del 24 aprile 2006, sono definiti come: 

ogni medicinale che contiene esclusivamente come sostanze attive una o più sostanze vegetali o una o più preparazioni vegetali, oppure una o più sostanze vegetali in associazione ad una o più preparazioni vegetali
I medicinali fitoterapici sono ufficialmente approvati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e possono essere venduti solo in farmacia, alcuni dietro ricetta medica, altri liberamente. Questi quindi sono medicinali a tutti gli effetti per cui la detrazione spetta.

Gli altri prodotti a base di erbe non rientranti in tale categoria non rientrando tra i prodotti approvati, anche se talora esplicano una qualche attività farmacologica, non possono essere definiti medicinali e pertanto non possono far beneficiare della detrazione. In questi casi farà fede l'indicazione dello scontrino.

Infine le altre spese per parafarmaci comprendenti ad esempio pomate, colliri, ecc., non possono essere classificate né come medicinali, né alle altre categorie di spese sanitarie per le quali è riconosciuta la deduzione o la detrazione dall'imposta prevista dall'art. 10, comma 1, lett. b) e dall'art.15, comma 1), lett. c), del Testo Unico.

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