venerdì 16 gennaio 2009

Guida all'apertura di una partita Iva /1

Questo post vuole essere una sorta di guida per iniziare una attività professionale o d'impresa quello che nel linguaggio comune viene chiamato "aprire la partita Iva".

Questo post vuole avere semplicemente un carattere informativo. Non è consigliabile iniziare un'attività senza l'assistenza di un commercialista. Una piccola spesa fa risparmiare grandi grattacapi nel futuro.

Quando prendere la partita IVA
Il primo aspetto da valutare è quando è necessario prendere la partita Iva. La risposta è nella legge Iva che prevedere, senza entrare in tecnicismi, l'apertura di una posizione Iva nel caso in cui si eserciti per professione abituale, ancorché non esclusiva, qualsiasi attività di lavoro autonomo o di impresa. L'attività deve quindi essere abituale, ci deve essere una continuità. La risoluzione 550326 del 24/11/1998 spiega che tale requisito esiste:
ogni qualvolta un soggetto ponga in essere con regolarità, sistematicità e ripetitività una pluralità di atti economici coordinati e finalizzati al conseguimento di uno scopo.
Ad esempio, in linea teorica un soggetto che vende in maniera continuativa una serie di oggetti su Ebay allo scopo di trarne un profitto dovrebbe aprire partita Iva. Stessa cosa nel caso in cui si gestisca un sito internet sul quale sono posti annunci pubblicitari dal quale ricava un guadagno.

Se invece l'attività esercitata è veramente minima o non ha il carattere di abitualità può rientrare nel concetto di "attività occasionale". Tale tipo di attività non è soggetta ad Iva ragion per cui non è necessario prendere partita Iva. Si tratta di lavori effettuati in maniera sporadica. Classico esempio è lo studente universitario che fa il sito internet ad un'impresa. È importante capire che quello che differenzia le due tipologie non è il tipo di lavoro ma l'intensità dello stesso. Nel caso in cui lo stesso studente realizzasse siti internet regolarmente sarebbe obbligato a prendere la partita Iva.

Quale tipo di attività intendi esercitare
Le attività soggette ad Iva si dividono in due grandi categorie: di impresa o di lavoro autonomo. Tale distinzione è importante in quanto le regole che regolano le due fattispecie sono molto diverse sia nella fase iniziale (permessi, adempimenti necessari), sia nella ordinaria attività.

Semplificando molto il discorso e a titolo puramente indicativo rientrano nelle attività d'impresa:
  • i commercianti: chi compra e rivende beni come ad esempio i negozi
  • gli artigiani: chi in genere produce beni o servizi con il suo lavoro manuale come ad esempio i fabbri, gli idraulici, gli elettricisti, i calzolai, ecc.
  • i rappresentanti
  • tutte le società commerciali (snc, sas, srl, ecc.) a prescindere dal lavoro svolto
Rientrano invece nelle attività di lavoro autonomo:
  • le professioni intellettuali classiche: medico, notaio, avvocato, commercialista, geometra, ecc.
  • gli altri professionisti che non hanno un riconoscimento: ad esempio fotografo, web designer, programmatore, ecc.
Analizzerò adesso l'ultimo caso, quello dell'attività professionale non riconosciuta cercando di chiarire modalità e costi necessari per iniziare.
Iniziamo col dire che un'attività del genere ha pochissimi obblighi in sede iniziale, non è necessaria l'iscrizione al Registro Imprese, non è necessario il permesso del Comune, non serve l'iscrizione all'Inail (per gli infortuni). Gli unici adempimenti necessari riguardano la partita Iva e l'Inps per il versamento dei contributi previdenziali (quelli necessari per la pensione).

Partita Iva
Per avere la partita Iva è sufficiente recarsi presso un qualsiasi sportello dell'Agenzia delle Entrate (a questo indirizzo trovate gli indirizzi ed è possibile anche prenotare un appuntamento via internet) con questo modello entro 30 giorni dalla data di effettivo inizio dell'attività. Nel modello, oltre ai dati personali e alla data di inizio attività dovrete anche indicare il codice dell'attività che andrete a svolgere composto da 6 cifre. Un elenco dei codici è disponibile a questo indirizzo. Altro elemento fondamentale è la scelta dell'eventuale regime agevolato o speciale al quale, se sussistono le condizioni, si sceglie di aderire. Attualmente esistono due regimi speciali: le nuove iniziative produttive e il regime dei minimi (di cui potete trovare un riassunto in questo post). Tale scelta può condizionare in maniera determinante gli adempimenti e la tassazione alla quale si viene assoggettati.
Una volta presentato il modulo correttamente compilato l'Ufficio rilascerà una ricevuta con stampato sopra il famoso codice di 11 numeri.
L'attribuzione di un numero di partita Iva è assolutamente gratuito.

Inps
Nel caso di professionisti senza una specifica cassa di previdenza quale è il nostro caso vige l'obbligo di iscriversi alla Gestione Separata Inps. L'iscrizione viene effettuata nell'ufficio Inps (a questo indirizzo le varie sedi) tramite questo modello.
Anche l'iscrizione alla gestione separata è gratuita.

A questo punto non ci sono più obblighi particolari se non quello di predisporre tutti i registri (ad esempio registro delle fatture di acquisto e vendita) e i documenti (come le fatture di vendita) richiesti dalla legge Iva e dal Testo Unico sulle Imposte sui Redditi (TUIR) in relazione al regime scelto.

In un prossimo post ho intenzione di trattare quelli che sono i costi di gestione che sostiene chi inizia un'attività del genere.

Ribadisco che il fine di questo posto è semplicemente quello di chiarire ai profani gli aspetti del procedimento e non quello di consigliare o invogliare al fai da te. È, direi, non solo consigliato ma indispensabile rivolgersi ad un professionista.

Nel caso di dubbi o se alcune parti risultassero poco chiare vi invito a scrivermi all'indirizzo consulenze@studiomalacarne.com in modo da integrare i contenuti.
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