lunedì 9 febbraio 2009

Deduzione dei contributi previdenziali come costi

Con l'ordinanza n.1939 del 27 gennaio 2009 la Corte di Cassazione ha deciso in merito alla questione se i contributi previdenziali di un professionista possono o meno essere dedotti come costo nel quadro del reddito d'impresa (RE).

Le spese per contributi previdenziali sono infatti normalmente indicati, come da istruzioni, all'interno del quadro RP tra gli oneri deducibili (che si portano cioè a diretta diminuzione del reddito).

La differenza non è solamente estetica. Indicare infatti nel quadro RE come costo il contributo previdenziale ha come risultato di abbattere anche l'imponibile Irap, cosa che non avviene nel caso opposto.

La suprema corte ha deciso che i contributi previdenziali versati alle casse di previdenza rispettano il principio di inerenza e pertanto la loro indicazione come costi è assolutamente legittima. Tale ordinanza non deve sorprendere in quanto già nella pronuncia di legittimità n. 2781 del 2001 si era orientata nello stesso senso.

C'è da dire che l'Agenzia delle Entrate si è al momento sempre opposta a tale visione, tant'è che con la risoluzione n.79/E del 2002 era andata esplicitamente contro al punto di vista della giurisprudenza.
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