lunedì 2 novembre 2009

Bloccare un assegno

Spesso e volentieri capita di sentirsi chiedere se è possibile bloccare un assegno emesso. Questo succede usualmente per due motivi, chi lo ha emesso non ha i fondi per coprirlo oppure contesta la prestazione a fronte della quale il pagamento è stato effettuato.

La questione non è semplice. Innanzitutto è necessario chiarire che il blocco del pagamento è espressamente previsto dalla legge sugli assegni (RD 21 dicembre 1933, n.1736) all'articolo 35:
L'ordine di non pagare la somma dell'assegno bancario non ha effetto che dopo spirato il termine di presentazione. In mancanza di tale ordine, il trattario può pagare anche dopo spirato detto termine
Nella pratica possiamo quindi distinguere due differenti situazioni.
A) Se al momento dell'emissione non è stata indicata la data di emissione non è in ogni caso possibile bloccarlo in quanto l'assegno sarà sicuramente presentato nei termini corretti (la data verrà con tutta probabilità apposta dall'impiegato della banca al momento della presentazione).

B) Diversamente se al momento dell'emissione è stata indicata la data di presentazione può accadere che il traente presenti l'assegno nei corretti termini di presentazione (8 giorni se su piazza o 15 giorni se fuori piazza). Nel qual caso non è possibile farci niente ed è necessario pagare quanto dovuto. In caso contrario il titolo di credito sarebbe automaticamente protestato.
Se, viceversa, il traente si dimentica in tasca l'assegno e lo presenta oltre i corretti termini la banca, dietro vostra indicazione scritta, può non pagarlo senza incorrere nel protesto. In questo caso il beneficiario potrà comunque esercitare l'azione di regresso verso chi ha emesso l'assegno e verso i giranti.
Se alla banca non viene comunicato niente e sul conto sono presenti sufficienti disponibilità l'assegno sarà pagato anche se presentato oltre i termini di presentazione.
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