venerdì 15 gennaio 2010

Guida alle rateazioni in esattoria

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC per gli amici) ha pubblicato un'interessante giuda sulle rateazioni in esattoria.

Già da qualche anno è infatti possibile richiedere ad Equitalia (la società che gestisce la riscossione coattiva di imposte, tasse e contributi) un dilazionamento del debito fino a massimo 72 rate mensili. Le modalità sono abbastanza complesse in quanto la documentazione da presentare, così come la durata massima variano a seconda del soggetto richiedente (impresa, privato), del suo reddito e dell'ammontare del debito.

La guida in esame, scaricabile a questo indirizzo, riassume tutti i vari casi e rappresenta un aiuto concreto nel predisporre la domanda.

Alcuni estratti:
Quali debiti possono essere oggetto di rateazione

Possono essere oggetto di rateazione tutti i debiti riscossi mediante ruolo. In particolare, sono rateizzabili le entrate iscritte a ruolo dalle amministrazioni statali (con l'eccezione delle pene pecuniarie di cui all'art. 236, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115), dalle agenzie istituite dallo Stato, dalle autorità amministrative indipendenti e dagli enti pubblici previdenziali.

Per quanto riguarda i ruoli emessi dall’INPS, il contribuente può presentare domanda di rateazione delle cartelle di pagamento sia presso l'agente della riscossione, sia presso lo stesso Istituto di previdenza. Sono altresì rateizzabili le restanti entrate iscritte a ruolo, salvo diversa determinazione dell'ente creditore.

Non sono invece dilazionabili:
  • i debiti derivanti dalle procedure "R.A.S." (Recupero Aiuti di Stato);
  • i debiti per cui è attivata la riscossione spontanea a mezzo ruolo;
  • i pagamenti di tributi locali inseriti nei cosiddetti "G.I.A." (Gestione Integrata Avvisi), salva diversa determinazione dell'ente creditore;
  • i debiti iscritti a ruolo già rateizzati sin dall’origine.
I debiti iscritti a ruolo oggetto di rateazione sono esclusi dalla procedura di compensazione volontaria con i crediti d’imposta.

Per quali importi può essere richiesta la rateazione

La rateazione del debito può essere chiesta per debiti di ogni ammontare. Non esiste, quindi, un importo
minimo per accedere a tale procedura. La divisione in rate è stabilita secondo due classi di debito:
  • per debiti inferiori a € 5.000,00, è previsto un massimo di 36 rate mensili (pari a 3 anni);
  • per debiti superiori a € 5.000,00, è previsto un massimo di 72 rate mensili (pari a 6 anni).
Il contribuente può, comunque, chiedere un periodo di rateazione inferiore a quello massimo spettante.
L’importo minimo della rata è di € 100,00, salvo eccezioni. Nel caso in cui il contribuente risulti moroso anche per debiti diversi e ulteriori rispetto a quelli per i quali ha richiesto la rateazione, quest'ultima può essere concessa esclusivamente per la totalità degli importi iscritti a ruolo residui per i quali è già scaduto il termine per il pagamento (60 giorni dalla data di notifica della cartella).
Nel caso in cui l'ulteriore debito sia nei confronti dell’INPS, il contribuente, se non richiede la rateazione all'Agente della riscossione, deve documentare di averla già richiesta all'INPS stesso.
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