giovedì 16 settembre 2010

Comunicazione telematica delle fatture superiori a 3mila euro

Il decreto 78 del 2010 (cosiddetta Manovra Correttiva 2010), all'articolo 21 ha previsto che i soggetti che effettuano operazioni rilevanti ai fini iva di importo superiore a 3.000 euro dovranno effettuare una comunicazione telematica con i dati dell'operazione all'Agenzia delle Entrate. Si tratta in pratica di un ritorno ai vecchi elenchi clienti e fornitori con l'inserimento di un limite minimo oltre quale scatta la segnalazione.

Il testo della norma è il seguente:
Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate modalità e termini, tali da limitare al massimo l’aggravio per i contribuenti, per la comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, di importo non inferiore a euro tremila. Per l'omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 (da 258 a 2065 euro).
Naturalmente un'operazione del genere comporta un notevole aggravio amministrativo per le imprese che in molti casi si troveranno a dover comunicare quasi tutte le loro fatture. Al momento attuale non essendo ancora stato pubblicato il provvedimento dell'Agenzia che regolarizza l'adempimento è di fatto tutto congelato.

A questo proposito riportiamo tuttavia che un membro del Governo ha dichiarato in un intervento alla camera  che l'adempimento riguarderà "una ristretta platea dei titolari di partita Iva, escludendo milioni di soggetti di minori dimensioni per i quali gli oneri connessi all'adempimento dell'obbligo in questione appaiono non proporzionati alla pur importante finalità della disposizione". Saranno quindi probabilmente stabilite delle soglie di esclusione, immagino magari con riferimento al volume d'affari sviluppato andando ad escludere tutte le micro imprese per le quali la trasmissione sarebbe insensata rispetto ai benefici per l'erario.

Il sottosegretario ha anche fatto capire che tali dati potranno essere utilizzati con riferimento al nuovo redditometro. Se ne deduce quindi che anche le fatture emesse nei confronti dei privati dovrebbero rientrare in quelle da trasmettere.

Attendiamo (poco) fiduciosi.
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