mercoledì 22 settembre 2010

Detrazione fiscale per master universitario

Visto che sicuramente molti in questo periodo stanno per iscriversi o iniziare master universitari di perfezionamento facciamo il punto sulle detrazioni fiscali di cui abbiamo diritto.

La fonte più vecchia che ho rintracciato è la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 101 del 19 maggio 2000. Nella risposta ad un quesito specifico sull'argomento viene detto:
Domanda: Sono oneri detraibili i costi sostenuti per la frequentazione di master universitari, e in che misura?
Risposta: I costi per la frequentazione di master danno diritto alla detrazione d'imposta, nei limiti del 19%, qualora, per durata e struttura dell'insegnamento, gli stessi siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, e sempre che siano gestiti da istituti universitari, pubblici o privati. Per quanto riguarda i master gestiti da università private, la detrazione spetta per un importo non superiore a quello stabilito per tasse e contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti statali italiani.
Tale risposta è stata poi trasfusa nelle istruzioni del modello Unico/730. Ad esempio per Unico 2010 si riporta:
Rigo RP13 (E13 nel modello 730) Spese di istruzione
Indicare l’importo delle spese per la frequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri.
Le spese possono riferirsi anche a più anni, compresa l’iscrizione fuori corso, e per gli istituti o università privati e stranieri non devono essere superiori a quelle delle tasse e contributi degli istituti statali italiani.
Quindi iniziamo a mettere qualche punto fermo.
Le spese per l'iscrizione ad un master danno diritto alla detrazione del 19%. Ad esempio se la spesa è 2.000 euro avrete un abbattimento delle tasse pari a 380 euro.
Naturalmente per beneficiare di tale abbattimento è necessario che il soggetto in questione abbia da pagare almeno 380 euro di tasse perché altrimenti il beneficio viene perso in tutto o in parte. Nel caso in cui il bambocc... ehm giovane sia ancora a carico dei genitori (quindi abbia un reddito inferiore ai 2.841 euro annui) nessun problema. Se per disgrazia avesse fatto qualche lavoretto, tale da non essere più a carico ma non così alto da portare ad una tassazione pari all'importo detraibile, rimette come abbiamo detto parte della detrazione.

Il secondo aspetto è che i master, per poter portare il relativo costo tra gli oneri detraibili, devono essere obbligatoriamente gestiti da università pubbliche o private (tipo la Bocconi e la Cattolica). Nel secondo caso la detrazione spetta per un importo pari alla spesa del master equivalente organizzato da una università pubblica.

Lo sconto, come si legge chiaramente nelle istruzioni ministeriali, vale anche per i master organizzati da università estere (sempre con il limite di spesa di un master equivalente organizzato da una università statale italiana). In ogni caso non sono compresi tra gli oneri detraibili le spese di vitto e alloggio.

Esistono anche altre strade per ottenere benefici fiscali dalla frequenza di master e corsi di perfezionamento. Tale possibilità è però riservata a chi ha una partita Iva come lavoratore autonomo (quello derivante dall'esercizio di arti e professioni). L'articolo 54 comma 5 del TUIR prevede tra le altre cose che:
[...]le spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di viaggio e soggiorno sono deducibili nella misura del 50 per cento del loro ammontare.
In questi casi è possibile quindi portare in deduzione, quindi in diretto abbattimento del mio reddito imponibile, il 50% delle spese di partecipazione al master senza alcun limite, comprendendo anche le spese di vitto e alloggio (di queste ultime si detrae solo il 50% del 75% pari quindi al 37,5%). L'unico vincolo è l'inerenza all'attività esercitata, un commercialista potrà frequentare un master economico, un programmatore un master in informatica e cosi via. Nel caso in cui siate invece nel regime dei minimi, sempre che sussista l'inerenza del master in oggetto, sarà possibile prescindere dalle percentuali indicate sopra e portare in deduzione l'intera spesa sostenuta.

Infine aggiungo l'ultimo caso, più teorico che pratico. Nel caso foste dipendenti e il datore di lavoro decidesse per qualche strano motivo di farvi fare un master a sue spese l'azienda potrebbe dedurre tale costo in quanto rivolto alla formazione del personale.
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