mercoledì 13 ottobre 2010

Maxi evasione da parte dei professionisti

Oggi alla radio e su internet (vedi sito Il Sole 24 ore) hanno rilanciato la notizia della scoperta di una maxi evasione da parte di lavoratori autonomi. Sinceramente come persona del settore sono restato stupefatto dalla portata della notizia, ma andiamo con ordine.

La Guardia di Finanza ha deciso di fare la più banale delle verifiche possibile: incrociare i dati dei modelli 770 con le dichiarazione dei redditi dei soggetti che hanno subito le ritenute. Quando un professionista fa una notula ad un'impresa o ad un altro professionista subisce una ritenuta d'acconto, una cifra che il committente riversa allo Stato per conto del professionista. Quest'ultimo poi si porterà in detrazione la somma nella sua dichiarazione dei redditi. Il sostituto d'imposta dovrà riepilogare tali trattenute appunto nel modello 770.

I finanzieri non hanno fatto altro che estrarre dai modelli 770 tutti i casi in cui soggetti avevano percepito più di 100.000 euro di compensi. Hanno poi selezionato 1.500 casi sospetti e iniziato a verificare tali posizioni. La verifica non è altro che un controllo per vedere se il reddito in questione è stato effettivamente inserito in Unico e tassato correttamente. Il risultato ha dell'incredibile in quanto ben 400 soggetti, oltre il 26%, sono risultati essere evasori totali.

La cosa oggettivamente sorprendente è da una parte l'incredibile cifra media delle contestazioni, quasi 400.000 euro, dall'altra il fatto che la fattura veniva effettivamente fatta all'impresa (che la inseriva regolarmente in contabilità e nel 770) ma poi veniva in pratica buttata via dal professionista. Naturalmente ne consegue che anche l'Iva sulla prestazione deve considerarsi totalmente evasa.

Ora posso arrivare non dico a giustificare ma almeno a comprendere il medico o l'avvocato che si intasca qualche parcella di privati in contanti senza dichiararla ma fare notule per centinaia di migliaia di euro senza poi nemmeno fare la dichiarazione dei redditi è un atto quasi criminale (infatti il Sole riporta che trenta sono stati anche denunciati penalmente) e al limite dell'insensatezza. 

Tra l'altro sembra che l'indagine avviata si sposterà presto verso tutte le posizioni inferiori a 100.000 euro. Continuo a pensare che molta, troppa gente non abbia ancora ben compreso il livello di invasività e le capacita di incrocio dei dati che hanno gli strumenti informatici a disposizione dell'Amministrazione Finanziaria.
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