mercoledì 20 ottobre 2010

Reverse charge per cellulari e computer

L'articolo 17, comma 6 del Dpr n. 633 del 1972 (Testo Unico Iva) prevede l'applicazione del meccanismo del reverse charge anche alle cessioni di telefoni cellulari, personal computer e accessori collegati.
La norma non è stata mai attuata fino ad oggi in quanto necessitava di una specifica autorizzazione comunitaria. Nel consiglio Ecofin del 19 ottobre 2010 è stato deciso (non so se dire purtroppo o finalmente) di dare il via libera a tale misura almeno fino al 31 dicembre 2013. Come si può vedere dal testo la norma riguarda anche altri paesi (Germania e Austria) segno che non è proprio un'invenzione esclusivamente italica.
VAT FRAUD - MOBILE TELEPHONES AND ELECTRONIC DEVICES
The Council reached political agreement on a draft decision aimed at enabling certain member states to better tackle fraud with regard to the payment of value-added tax (VAT) on mobile telephones and integrated circuit devices and their components.
The decision will:
by derogation from article 193 of directive 2006/112/EC: allow Germany, Italy and Austria to implement, on an optional and temporary basis, a reversal of tax liability as regards the payment of VAT on domestic supplies of those products;
– by amendment to decision 2007/250/EC: extend the period of validity of an existing authorisation for the United Kingdom.
The aim is to close off certain forms of tax fraud, in particular so-called carousel schemes whereby goods are traded several times by different suppliers without VAT being paid to the tax authorities. Applying a "reverse charge" principle, the draft decision will allow, until 31 December 2013 in all four countries, liability for the payment of VAT on those goods to be shifted from the supplier (as normally required by EU rules) to the customer.
Di seguito quanto previsto dall'articolo 17:
5) In deroga al primo comma, per le cessioni imponibili di oro da investimento di cui all'articolo 10, numero 11), nonché per le cessioni di materiale d'oro e per quelle di prodotti semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi, al pagamento dell'imposta è tenuto il cessionario, se soggetto passivo d'imposta nel territorio dello Stato. La fattura, emessa dal cedente senza addebito d'imposta, con l'osservanza delle disposizioni di cui agli articoli 21 e seguenti e con l'indicazione della norma di cui al presente comma, deve essere integrata dal cessionario con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e deve essere annotata nel registro di cui agli articoli 23 o 24 entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente, ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese; lo stesso documento, ai fini della detrazione, è annotato anche nel registro di cui all'articolo 25.

6) Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano anche:
[...]
b) alle cessioni di apparecchiature terminali per il servizio pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni soggette alla tassa sulle concessioni governative di cui all'articolo 21 della tariffa annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, come sostituita, da ultimo, dal decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 1995, nonche' dei loro componenti ed accessori;
c) alle cessioni di personal computer e dei loro componenti ed accessori;
Il reverse charge è un meccanismo già applicato in campo interno quando ne sussistono le condizioni nelle cessioni di oro, nella vendita di fabbricati strumentali o nei subappalti in edilizia. In sostanza le fatture fatte a soggetti passivi di imposta (professionisti e imprese solitamente) non hanno l'Iva. Sarà chi riceve la fattura ad integrarla con l'aggiunta dell'imposta e a registrarla sia nel registro degli acquisti che in quello delle vendite.

Ora tale meccanismo entrerà in vigore anche per i telefoni e i personal computer. In sostanza quindi le fatture per cessione di computer fatte alle imprese perderanno l'Iva. Tale meccanismo è pensato come forma di contrasto alle cosiddette frodi carosello, fatto evidenziato anche nel documento Ecofin. Nelle frodi carosello attraverso delle cessioni fittizie di beni e servizi vengono artificiosamente creati crediti Iva a favore di società che poi compensano o chiedono a rimborso mentre una seconda società cartiera accumula un equivalente debito Iva che chiaramente non verserà all'Erario. Con il meccanismo del inversione contabile si elimina alla radice tale possibile truffa in quanto non c'è passaggio di Iva tra i due soggetti con conseguente nascita di debiti e crediti verso l'erario.

Il problema della norma italiana tuttavia è che non stabilisce un limite minimo di applicazione, ad esempio alle cessioni di beni per un valore superiore ad una certa somma. Per come è impostato l'articolo 17 anche la cessione di un mouse del valore di pochi euro ad un impresa rientrerebbe nel meccanismo generando un aggravio amministrativo per il soggetto che riceve la fattura.

Non è al momento ancora chiaro da quando tale meccanismo dovrebbe concretamente entrare in funzione e soprattutto ci sono una serie di dubbi applicativi che dovranno sicuramente essere oggetti di circolari di approfondimento. Ad esempio cosa si intende esattamente per computer e accessori? le cessioni all'interno di prestazioni di servizi di installazione e montaggio sono comprese? Aspettiamo fiduciosi.
Posta un commento