martedì 13 dicembre 2011

Nuovo regime per le perdite in società Ires

Con la circolare n. 53/E del 6 dicembre 2011 l'Agenzia delle Entrate è andata a spiegare il nuovo regime relativo al riporto delle perdite.
L’articolo 23, comma 9, del decreto legge n. 98 del 2011, recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” [c.d. Manovra correttiva 2011], convertito con modificazioni dalla legge 15  luglio 2011, n. 111, ha 
introdotto alcune modifiche al regime fiscale delle perdite d’impresa in ambito IRES (relativamente quindi a società di capitali: Srl e SpA principalmente).  
Le novità riguardano, in particolare, i commi 1 e 2 dell’articolo 84 del TUIR, che disciplinano rispettivamente le modalità  di riporto a nuovo delle perdite:
  • di periodo;
  • dei primi tre periodi d’imposta dalla data di costituzione.  
In particolare, il comma 1 dell’articolo 84 – come  riformulato dalla Manovra correttiva 2011 – introduce “a sistema” un  nuovo regime di riporto delle perdite fiscali, prevedendo in ciascun periodo un limite al relativo impiego in misura non superiore all’80% del reddito imponibile. Il regime precedente prevedeva un limite di riporto temporale di 5 anni ma non poneva limiti all'abbattimento dell'imponibile.
L’articolo 23 del decreto legge n. 98 del 2001 interviene anche sul comma 2 dell’articolo 84 del TUIR, che disciplina le modalità di riporto delle perdite realizzate dalle società neocostituite nei  primi tre periodi d’imposta. Per le perdite dei primi tre anni non vige il nuovo limite dell'80% e quindi è possibile un riporto in misura piena delle stesse, a condizione che si riferiscano ad una nuova attività produttiva.
Per quanto riguarda le perdite precedenti all'entrata in vigore della nuova normativa l'Agenzia delle Entrate ritiene che debbano essere trattate esattamente come quelle formate successivamente. In tal modo si evita di formare un doppio binario con perdite precedenti a deducibilità piena ma limitata nel tempo e perdite nuove a deducibilità limitata ma non temporalmente limitate. Ci sono tuttavia sulla stampa anche pareri contrari a tale interpretazione.
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