venerdì 16 marzo 2012

Novità in arrivo per il mercato del lavoro

Sono molte le indiscrezioni arrivate sui giornali sulla riforma messa in cantiere dalla Fornero (aka Piangina).
Alcune cose mi convincono altre meno. Vediamo di analizzare alcune novità riportate dai giornali che dovrebbero essere inserite nella riforma.
  • TEMPO DETERMINATO - aumenterà il costo contributivo, diventa più rigida la disciplina del rinnovo dei contratti
  • APPRENDISTATO - durata minima, obbligo del tutore, conferme in servizio per diffondere ulteriormente questo strumento
  • PART-TIME - obbligo di comunicazione amministrativa per ogni variazione di orario al fine di limitare gli abusi
  • INTERMITTENTE - arriva l'obbligo di comunicazione, anche telefonica, a ogni chiamata del lavoratore
  • CONTRATTI A PROGETTO - sarà messa a punto una definizione più stringente del «progetto» e aumenterà la quota di contribuzione
  • PARTITA IVA - a fronte di tre parametri (durata del rapporto verso il committente maggiore di sei mesi nell'anno, ricavi maggiori del 75% dal committente o da società e imprese ad esso collegate, postazione di lavoro presso il committente) scatta la presunzione di continuità
  • ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE - verrà imposto il tetto massimo di cinque soggetti, fatte salve le associazioni familiari e professionali
  • LAVORO ACCESSORIO / VOUCHER - ristretto il campo d'azione di questo istituto ma la comunicazione d'inizio attività sarà più semplice
Diciamo che l'obiettivo è encomiabile, andare a limitare o neutralizzare alcune delle furbate tipiche per evitare di assumere il dipendente e mi riferisco in particolare a contratti a progetto, partite iva e associati in partecipazione. Specialmente tra i giovani oramai è la prassi essere presi con contrattino a progetto e ricevere uno stipendio da fame andando a fare quello che fanno i dipendenti (570.000 circa rapporto a progetto nel 2010), così come è diffusissima la moda di trasformare dove possibile il dipendente in lavoratore autonomo a partita iva. Giusto quindi limitare e mettere paletti molto più stringenti, fosse per me ad esempio avrei abolito in toto i contratti a progetto e sarei stato anche più rigido per quanto riguarda le partite iva.
Detto questo non mi convince altrettanto la stretta verso le forme ordinarie di flessibilità: tempo determinato e part-time, io le avrei addirittura incentivate. Alle imprese devi riconoscere dei margini di flessibilità, specialmente se togli o limiti contratti a progetto, associati in partecipazione, voucher e partite iva. Devi pur dargli degli strumenti per gestire in maniera un pò più flessibile il lavoro rispetto alla classica assunzione a tempo indeterminato. L'obiettivo principe dovrebbe essere infatti quello di dare un lavoro pagato il giusto alla gente. Se inizi a mettere troppi paletti anche ad un semplice contratto a termine si rischia che l'imprenditore rimandi l'assunzione a tempo indeterminato a tempi migliori quando è certo che potrà sostenere il costo. In questo modo però si è persa l'occasione di far lavorare magari anche solo per tre o sei mesi una persona che avrebbe comunque avuto contributi pieni, TFR, malattie, ferie, permessi, ecc.
Comunque per ora queste sono tutte chiacchiere. Aspettiamo di vedere, se e quando ci arriveremo, le modifiche effettive.

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