mercoledì 5 settembre 2012

Deducibilità perdite su credito di modesto importo

Con il Decreto Sviluppo, d.l. n. 83del 2012 convertito con la legge n. 134 del 2012, il Governo all'articolo 33 ha modificato la disciplina della deducibilità delle perdite su crediti di modesto importo, stabilendo dei parametri oggettivi di riferimento che dovrebbero limitare i problemi interpretativi.

In generale, le perdite sono deducibili in presenza di elementi certi e precisi, previa imputazi­one a conto economico. Al riguardo, la nuova disposizione stabilisce innanzitutto che per i crediti di modesto importo, gli elementi certi e precisi sussistono se sono trascorsi 6 mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso.

Inoltre, viene fissato un criterio per stabilire quando un credito è modesto:
  • per le imprese di più rilevante dimensione, deve essere di importo non superiore a 5.000 euro;
  • per le altre imprese, non deve essere superiore a 2.500 euro.
In pratica, ai fini della deducibilità delle perdite su crediti di modesto importo, non sarà più necessario dimostrare l’inesigibilità del credito e cioè l'infruttuosità delle procedure esecutive o l'irreperibilità del debitore per il riconoscimento fiscale della relativa perdita.

Per stabilire quanto siamo di fronte ad imprese di più rilevante dimensione la disposizione rin­via all'art. 27 c. 10 del D.l. 185 del 2008 secondo cui sono tali le imprese che conseguono un volume d'affari o di ricavi non inferiore ai seguenti valori:
  • 300 milioni di euro fino al 2009;
  • 200 milioni di euro per il 2010;
  • 150 milioni di euro per il 2011;
  • 100 milioni di euro dal 2012.
In sostanza quindi visto l'entità delle cifre in gioco la stragrande maggioranza delle imprese può riferirsi tranquillamente al parametro dei 2.500 euro

Infine, sono state introdotte altre due disposizioni secondo cui gli elementi certi e precisi che consentono la deduzione delle perdite su crediti (di qualsiasi importo) sussistono, rispettivamente:
  • quando il diritto alla riscossione del credito è prescritto secondo le disposizioni civilistiche (solitamente decorsi 10 anni);
  • quando il credito è stato cancellato dal bilancio IAS in dipendenza di eventi estintivi (es. la cessione pro-soluto, la transazione, la conversione del credito in partecipazione, la rinuncia).
Le disposizioni suddette si applicano dal 2012, ovvero, per i soggetti con esercizio non coinci­dente con l'anno solare, dal periodo d'imposta in corso al 12 agosto 2012.
Per il punto della prescrizione è interessante notare come per alcuni crediti il termite di prescrizione sia significativamente più rapido. Di seguito un rapido elenco:
  • Locazioni e affitti, interessi, canoni e altri pagamenti periodici annui o con termini più brevi: 5 anni (art. 2948 codice civile);
  • Prestazioni professionali: 3 anni;
  • Provvigione al mediatore: 1 anno (articolo 2950 c.c.);
  • Corrispettivo di spedizione e trasporto nazionale: 1 anno (art. 2951 c.c.);
  • Corrispettivo di trasporto con inizio o fine fuori Europa: 18 mesi (art. 2951 c.c.);
  • Premi assicurativi: 1 anno (art. 2952 c.c.).
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